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Contenuto (1) | Menu principale (2) | Pagine collegate (3) | Servizi (4) | Accessibilità (5) | Visualizzazione (6) | Mappa (7) | Credits (8)Ti trovi in: Home :: Rassegna Stampa - Archivio :: Primatist, l’accelerazione di Abbate
TORTOLÌ. «Pare quasi che io e il mio capannone che occupa un’area di 38mila metri quadri, di cui ben 12mila coperti, non esistiamo. La mia non è una lamentela, ma una semplice constatazione, perché vedo che alla nautica si presta grande attenzione».
Alle 18, ancora al lavoro nella imponente struttura della “Arbatax cantieri nautici srl”, che oramai rappresenta il cuore pulsante nell’area del mediterraneo delle imbarcazioni targate Primatist, l’imprenditore comasco Bruno Abbate controlla come si procede nel reparto stampaggio del grande cantiere che ha voluto realizzare insieme al figlio Marco, che ne è l’amministratore delegato.
Bruno Abbate è un fiume in piena: «Abbiamo inaugurato il nuovo cantiere, che si trova nell’area della zona industriale di Baccasara, a ridosso della sede del distaccamento permanente dei vigili del fuoco, lo scorso 3 agosto. Una grande cena in occasione dell’arrivo nella Marina di Arbatax della terza tappa della diciassettesima edizione del Primatist Trophy. Il 24 settembre abbiamo iniziato a lavorare con 15 operai (compreso qualcuno che ho fatto arrivare dalla nostra sede storica di Grandola ed Uniti (Como). Allo stato attuale ci sono anche una decina di artigiani locali che stanno effettuando dei lavori. In questo mese, sono già usciti dei “gusci” di varie imbarcazioni Primatist di 33 piedi (11 metri di lunghezza), 41 e altri».
I “gusci”, realizzati nell’unica linea produttiva finora aperta, quella dello stampaggio, vengono poi portati nella sede dei cantieri Abbate in provincia di Como, per gli interventi di impiantistica, arredo e quant’altro. Ma Bruno Abbate ha fretta di realizzare per intero, nel cantiere di Tortolì-Arbatax, il primo scafo Primatist completamente made in Ogliastra. Per cui sta accelerando per avere in attività, al più presto, anche il reparto assemblaggio.
«Entro Natale - fa rilevare - da questo cantiere dovranno uscire le prime due imbarcazioni interamente realizzate in loco (si tratta di un G 41 e di un G 46). E possibilmente anche le scocche di altre due (il G 53, circa 18 metri e il G 63, di 21 metri). Come vedete il cantiere non è ancora finito (gli interventi maggiori da effettuare riguardano le aree dell’esposizione e degli uffici). Fra l’altro, devo realizzare anche un altro capannone di circa mille metri quadri. Per ora, penso che si sia superata la soglia dei 20 milioni di euro. Ma come ho detto, questo, alla fine, sarà il cantiere nautico più bello del mondo, dal quale usciranno scafi bellissimi con il marchio Primatist».
Il noto imprenditore del settore nautico non dice nulla, ma si sa che fino ad ora non ha ricevuto alcuna visita dai vertici del Comune di Tortolì: «Non credo di avere fatto niente di male, ma soltanto creato un cantiere che, fra pochi mesi, darà lavoro stabile a una sessantina di persone, più tutto l’indotto. Eppure qui continuo ad avere grandi problemi. Per avere l’allaccio Enel ho dovuto chiedere l’intervento di un nome forte dell’Enel, mentre abbiamo ancora problemi con gli allacci Telecom.
«Tutti questi pensieri - conclude l’imprenditore - li scaccio curando le aree verdi attorno al cantiere, compreso il frutteto. Fra poco avremo anche il laghetto e sempre più alberi (ci sono già diversi ulivi e tante altre piante di vario tipo)».
(l.cu.)